La gravidanza e la transizione alla genitorialità sono fasi di profondo cambiamento psicologico. I vissuti emotivi possono variare enormemente, spaziando dall’euforia all’ansia.
Durante i novi mesi gestazionali, infatti, la Donna sperimenta una complessa miscela di emozioni e pensieri che vanno oltre il mero aspetto fisico.
In primis, questa inizia a costruire una rappresentazione mentale del bambino, un processo che trasforma l’essere fisico in un’entità psicologica. Inizialmente, il feto è spesso percepito come un’estensione di sé, per poi acquisire gradualmente una propria individualità. Questa transizione può essere accompagnata da fantasie, sogni e pensieri sul futuro genitore che si diventerà.
La gravidanza stimola poi una rinegoziazione della propria identità. La Donna si confronta con l’abbandono del ruolo di “figlia” e l’assunzione di quello di “madre“. Questo può riattivare dinamiche irrisolte con i propri genitori, in particolare con la propria madre. Molte donne riferiscono di provare un senso di vulnerabilità ed ansia riguardo alla salute del bambino, al parto ed alla loro capacità di essere buoni genitori. I cambiamenti ormonali possono intensificare tali emozioni, portando a sbalzi d’umore e irritabilità.
Il momento del parto rappresenta un “rito di passaggio” psicologico. Il Genitore non nasce con il bambino, ma si forma gradualmente attraverso l’interazione con esso.
Dopo la nascita, l’aspettativa di una felicità incondizionata può scontrarsi con la realtà della stanchezza, delle difficoltà legate all’allattamento e dell’imprevedibilità del neonato. Questo può generare sentimenti di inadeguatezza e frustrazione.
Inevitabilmente, anche il rapporto di coppia si modifica drasticamente. Da una diade si passa a una triade, e la dinamica intima a due deve fare spazio alle esigenze del neonato. È comune che si verifichino cali della libido e sentimenti di isolamento, soprattutto se la coppia non riesce a comunicare apertamente i propri bisogni.
Il rischio di depressione post-partum è pertanto una condizione che va oltre il “baby blues” e richiede attenzione professionale. I sintomi includono tristezza persistente, apatia, perdita di interesse, sentimenti di colpa e, in casi rari, pensieri dannosi verso sé stessi o il bambino.
All’interno dell’intero processo pre e post partum, lo Psicologo può fornire un supporto prezioso, lavorando sia preventivamente che in risposta a difficoltà emergenti, aiutando ad esplorare paure ed ansie legate al parto ed alla genitorialità, offrendo uno spazio sicuro per riflettere sul proprio passato e sulle aspettative per il futuro; aiutando a costruire un’immagine di sé come genitore competente e preparato.
Per ciò che concerne la gestione delle emozioni e del cambiamento, un Percorso appositamente pensato, insegna strategie di gestione dello stress e di regolazione emotiva, utili per affrontare i picchi ormonali e la pressione sociale.L’intervento può anche aiutare a rielaborare le aspettative idealizzate, favorendo un approccio più realistico alla genitorialità.
Lo Psicologo è altresì fondamentale che sappia identificare eventuali segni della depressione post-partum per intervenire tempestivamente. La terapia aiuta il genitore a elaborare i sentimenti di inadeguatezza, a ripristinare il senso di sé ed a rafforzare il legame con il neonato. Si offre inoltre un supporto per la coppia, per aiutarli a superare le difficoltà rafforzando comunicazione, intimità e complicità.
Psicologa Dott.ssa Sara Agostini