Integrare corpo, mente e valori nella cura: verso nuovi spazi di lavoro terapeutico
Negli ultimi anni il tema dell’integrazione tra corpo e mente è diventato sempre più centrale, sia nella ricerca scientifica sia nelle pratiche cliniche. Numerosi studi dimostrano come il movimento, la consapevolezza corporea e la connessione con i propri valori possano avere un impatto significativo sul benessere psicologico.
Anche la mia pratica professionale ha conosciuto un’evoluzione in questa direzione. Negli ultimi mesi ho scelto di introdurre nel mio lavoro elementi che affondano le radici nel corpo e nella sua capacità di generare esperienza: lo yoga antigravity, il nuoto all’aperto e l’approccio psicologico dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT).
La sospensione nello yoga antigravity e l’esperienza immersiva del nuoto outdoor hanno trasformato il mio modo di entrare in contatto con me stessa e con le persone che si affidano a me. Queste non sono semplici attività fisiche: rappresentano veri e propri canali di accesso a risorse fondamentali quali il respiro, la presenza e la flessibilità mentale.
La scienza conferma questo legame. Ricerche recenti evidenziano come l’esposizione ad ambienti naturali e l’attività fisica all’aperto riducano i livelli di stress e favoriscano una migliore regolazione emotiva. Allo stesso modo, lo yoga e le pratiche di sospensione rafforzano consapevolezza corporea, fiducia e resilienza.
In parallelo, ACT mi accompagna con una domanda guida:
“Di fronte alla difficoltà, posso restare presente e agire in linea con i miei valori?”
Questo approccio, sempre più diffuso nei contesti clinici contemporanei, invita a non combattere il dolore ma a riconoscerlo, scegliendo azioni che rispecchino ciò che per noi è davvero importante. In un mondo segnato da ansia, stress e incertezza – come evidenziano i dati post-pandemici e i rapporti dell’OMS sull’aumento del disagio psicologico – ACT rappresenta un ponte concreto tra accettazione e cambiamento.
Integrare consapevolezza corporea e lavoro terapeutico non significa soltanto applicare un nuovo metodo, ma adottare un diverso modo di stare in relazione: accogliere la complessità della persona — corpo, mente e valori — e costruire insieme spazi di cura autentici e vitali.
Forse è proprio in questa sinergia che possiamo ritrovare un senso di radicamento e apertura: sospesi ma presenti, in movimento ma fedeli a ciò che conta davvero.
Psicoterapeuta Dott.ssa Brunella Apicella