Sara ha 16 anni, terza figlia.
Il medico di famiglia, dopo averla visitata chiede ai suoi genitori il consenso per un invio presso ambulatorio specializzato per la cura dei disturbi dell’alimentazione.

I genitori la costringono ad incontrare una psicologa. Tentativo fallito. Non era lei ad aver chiesto aiuto. Trascorreranno altri 3 anni quando, maturata una motivazione intrinseca decide spontaneamente di contattarmi riferendo che la situazione le era oramai sfuggita dal controllo.

Sara, al nostro primo incontro, mostrava segni di sofferenza: lineamenti del volto tesi e tirati, fronte corrucciata, sguardo rivolto verso il basso sia quando parlava che ascoltava. Dal suo vissuto appariva da forte senso di vuoto e desiderio di piacere agli altri per non deludere le loro aspettative.

Sotto peso, di una magrezza ai limiti della patologica. Il suo disagio si proiettava al rapporto conflittuale con il cibo riuscendo a consumare piccoli pasti esclusivamente in solitidine. Molto selettiva nelle amicizie. Sara aveva poche amiche, molte delle quali perse conseguentemente all’ evitamento di situazioni sociali. Il rapporto con il cibo appariva pertanto correlato da ansia sociale e timore del giudizio esterno.

LA CHIAVE per la risoluzione di varie situazioni conflittuali è stata  iniziare con Sara una vera e propria restaurazione della Personalità.

Nel viaggio intrapreso iniziamo ad esplorare i suoi vissuti:  percepiva un “mostro che la teneva in gabbia ricoprendole la strada di mine”. Si è lavorato molto sulla sua morale severa e giudicante proiettata sugli altri da cui scaturiva l’errore di pensiero di essere giudicata e di non sentirsi mai all’altezza dei pari e delle situazioni che viveva. Autosvalutandosi, gli altri venivano idealizzati. Il suo modo di punirsi era negarsi il nutrimento, ovvero l’amore per se stessa.

L’ ancora relazionale con Sara e’ stata il rispecchiamento empatico non giudicante.
Dal nostro primo incontro alla fine del Percorso, cosa è cambiato?

Dal rifiuto di seguire un Percorso psicologico e nutrizionale a farlo con piacere;
Dal rapporto con il cibo totalmente disordinato e dal vivere completamente condizionata dal cibo e dai pensieri correlati alla rappresentazione del cibo come nutrimento;

Dal costante stato di tristezza ed assenza di ricerca di felicità al riuscire a cogliere il bello in piccole cose ed al sorriso perché facendolo ha compreso di poterne ricevere un altro in restituzione;

Dal vivere in base al giudizio reale o presunto degli altri a: “Vivo per me stessa, per amare gli altri e tenere conto solo di questi”;
Dall’essere l’anoressia per amici e parenti ad Essere una ragazza forte che ha affrontato il proprio disagio con dignità e coraggio;
Dalla privazione alimentare al mangiare sano;

Dall’ uscire per forza con difficoltà di integrazione sociale ad Essere serena nel socializzare  perché con l’esposizione graduale è riuscita a creare tante nuove amicizie;

Dal fare esercizio fisico estremo alle 14 orario poco affollato in palestra a farsi seguire da un un allenatore in modo sano e partecipare ad attività in gruppo insieme ai suoi “Gym Bro”;

Ad ascoltare il suo corpo mediante lo yoga;

Dal rapporto rigido con il Padre ad uno decisivamente più flessibile;
Dalla distimia alla self efficacy.

Il Percorso e’  terminato.

Sara e’ pronta a prendere il primo treno e partire senza timore. Si lascia indietro ogni disagio. Vuole solo ricominciare esplorando luoghi in cui sente di poter Essere finalmente se stessa. Cuffie all’orecchio, alza il volume ed inizia a cantare!

Oggi lei ripensa a se stessa nella sofferenza passata e narra: ” mi ricordo una ragazzina che si chiudeva in stanza, poi copriva con il trucco ogni crisi di ansia e faceva finta di nulla. Alla domanda ” come stai”, rispondevo sempre bene ma poi bene non ci stavo mai: troppo timore di sbagliare!”

Qualcuno le aveva fatto male e da quel momento in poi non si fidava più di nessuno, tantomeno di se stessa. Lo si leggeva dai suoi occhi quel vuoto che rende muti. Il percorso insieme ha significato per lei anche la possibilità di potersi di nuovo fidare ed affidare.

Oggi ….sorride alla Vita! 

 

Psicologa Dott.ssa Sara Agostini