PERCORSI PSICO-EDUCATIVI PER MINORI:
IL PRIMO INCONTRO COME MOMENTO PREZIOSO E DELICATO
Avviare il primo colloquio con un/a bambino/a di 6/10 anni richiede un approccio specifico al fine di co-costruire un’alleanza terapeutica solida. L’obiettivo è creare in primis, un ambiente sicuro ed accogliente in cui il Minore possa sentirsi a proprio agio e possa esprimersi liberamente. Quando il Percorso si svolge on-line, si richiede ai Genitori di trovare un angolo protetto della casa dove possa sentirsi rassicurato, comodo e con i suoi giochi a disposizione.
Creare un’atmosfera accogliente diviene pertanto il primo importante step:
in tal senso mi assicuro che lo spazio di incontro (studio o casa) non appaia troppo formale. Avere a disposizione giochi, materiali per disegnare, pupazzi o altri oggetti che possano facilitare l’espressione non verbale è fondamentale. L’ambiente dovrebbe essere un luogo in cui il bambino possa giocare, muoversi ed esprimersi liberamente.
In anni di attività professionale (anche) con i Minori, ho appreso che uno dei fattori essenziali sia presentarsi in modo semplice: un tono calmo e amichevole, spiegando chi sono, cosa potremmo fare insieme all’interno di un Percorso PSICOEDUCATIVO, ergo perché siamo qui, ricorrendo ad un linguaggio semplice e diretto. Ad esempio: “Ciao, mi chiamo Sara e sono qui per parlare e giocare un po’ insieme a te. Non ti preoccupare, non ci sono esami o compiti qui. Sarà semplicemente un percorso per aiutarti a CRESCERE! “
Al fine di rompere il ghiaccio, generalmente inizio con domande leggere ed aperte che non mettano pressione. Chiedo dei suoi hobby, dei suoi interessi, dei suoi animali domestici o dei suoi videogiochi preferiti. Questo aiuta a stabilire una connessione, nonché a fargli capire che sono interessata a lui/lei come Persona.
All’interno del Percorso, con i più piccoli, il gioco rappresenta il linguaggio naturale e simbolico dei bambini. Utilizzando giochi da tavolo, disegni, o costruzioni con i LEGO come mezzo per interagire, procedo con porre domande in modo più informale e meno invasivo. Ad esempio, “Mentre costruiamo questa torre, mi racconti qual è la cosa che ti piace di più fare a scuola?”
Ascoltare attentamente ciò che dice il bambino, sia verbalmente che attraverso il suo linguaggio del corpo, dimostra che è visto, riconosciuto/a, attenzionato/a ed ascoltato/a. Annuendo, ripetendo o riassumendo ciò che ha spontaneamente verbalizza (es. “Quindi mi stai dicendo che non ti piace molto quando i tuoi amici…”), si convalidano i suoi sentimenti rimandando il messaggio che le sue emozioni sono importanti ed accettate in assenza di giudizio.
Spiego inoltre che la seduta è uno spazio sicuro e confidenziale, assicurandomi che il Minore comprenda che le cose che dice rimarranno tra noi, a meno che non ci sia una situazione di pericolo per lui o per gli altri. Spiego che a volte potrebbe essere necessario uno scambio/confronto con i suoi Genitori, ma che lo farai sempre in modo rispettoso e coinvolgendolo.
In ciascun incontro, il bambino deve quindi avere un ruolo di protagonista attivo:
chiedo lui/lei come preferirebbe che procedesse la seduta; “cosa ti piacerebbe fare oggi?”, oppure “preferisci che parliamo un po’ o che giochiamo con qualcosa mentre mi aiuti a capire come ti senti oggi?”. Questo restituisce un senso di controllo e di partecipazione attiva. Solo successivamente, in una seconda fase del Percorso, l’Agenda delle Emozioni e dei Pensieri per i più grandi, diviene uno degli strumenti elettivi.
Una buona alleanza terapeutica si costruisce nel tempo ed ogni bambino è unico!!! Pazienza, flessibilità, umiltà ed autenticità, fanno la differenza mentre adatto le strategie del Percorso alle risposte ed ai bisogni di ciascuno.
Psicologa Dott.ssa Sara Agostini