BULIMIA: deriva dal greco e significa bous=bue, limos=fame, fame da bue. Consiste in ricorrenti episodi di abbuffate caratterizzate da ingestione di una quantità di cibo superiore alla norma, sensazione di perdita del controllo durante l’abbuffata. Una volta che c’è stata l’abbuffata, ricorrono a condotte di compenso per prevenire l’aumento di peso come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva. La

bulimia, riguarda la fascia d’età 20-30 anni.

Il bulimico, a lungo andare può avere problemi gastrointestinali, a causa, del vomito indotto e dell’assunzione cronica dei lassativi, questo espone il corpo dell’individuo a forte stress, mentre la perdita continua di sostanze nutritive, può compromettere il funzionamento dell’organismo, come

provocare alterazioni del ritmo cardiaco, portando delle volte alla morte, per arresto cardiaco. A volte prendono più medicine insieme al fine di dimagrire, facendo anche cocktail di farmaci, che possono portare alla morte. Altre volte si sottopongono a periodi di digiuno, con forte frequenza di

attività sportiva.

Questo disturbo, oltre a creare scompensi nell’immediato, può avere ripercussioni a lungo termine, ad esempio, aumentando la probabilità di sviluppare osteoporosi severa intorno ai 40-50 anni.

Il vomito compensatorio, oltre a creare difficoltà nell’immediato; come le abbuffate, sono effettuati in gran segreto e comportano l’ingestione di grandi quantità di cibo, a prescindere dalla sensazione di fame.

Questi episodi si ripetono periodicamente, a volte anche diverse volte al giorno, questi episodi sono associati alla perdita di controllo nell’assunzione di cibo. Queste episodi, possono essere innescati  da stress psicosociali, pensieri o emozioni negativi, noia. L’abbuffata, ha un effetto temporaneo, calmante sul disagio psicologico che l’ha innescata, ma dura poco; subito dopo tornano i pensieri negativi, umore depresso, riduzione dell’autostima e senso di frustrazione per non essere in grado di controllare il rapporto col cibo.

BINGE EATING-DISORDERS o disturbo dal alimentazione incontrollata, è caratterizzato da abbuffate simili a quelle della bulimia, ma che, a differenza della bulimia, non vengono seguite da pratiche di eliminazione o compensazione.

Chi soffre di questo disturbo, è quasi sempre in sovrappeso, e soffre molto di più a livello psicologico per questa condizione. Questi pazienti cercano ripetutamente di seguire diete, ma senza successo, ricavando in questo modo sempre una forte frustrazione. Per questo motivo, metà delle persone che soffrono di questo disturbo, soffrono anche di depressione, la quale può essersi presentata prima del disturbo o dopo.

Questo disturbo, a differenza dei due precedenti, interessa soggetti adulti, principalmente uomini. Oltre al disagio psichico associato, la condizione di obesità che ne deriva comporta un significativo aumento del rischi cardiaci e metabolici complessivi e tutta una serie di complicanze specifiche (ipertensione, dislipidemie, diabete, problemi muscoloscheletrici, alterazioni ormonali, disfunzioni sessuali, difficoltà cardiorespiratorie ecc.).