Ipocondriaci, che fare?
“Dottore, perché al primo dolore di stomaco o di testa ho paura di avere un tumore maligno e, alla prima rigidità muscolare degli arti, la SLA?”
Alzi la mano chi, più o meno, non abbia avuto almeno una volta nella vita (o al… giorno) un pensiero di questo tipo.
Si chiama ipocondria. Che cos’è? Affidiamoci alla Treccani:
“Costante apprensione per la propria salute e paura di avere un male più o meno grave o incurabile, basate non su dati oggettivi, ma su fantasie consce e inconsce, con vari gradi di patologia (dalla nevrosi al delirio)”.
È la storia soggettiva della persona affetta da queste paure a dover essere indagata.
Oggettivare il sintomo e il conflitto, e demistificare quest’ultimo, sono i primi passi di un cammino analitico e terapeutico capace di favorire la trasformazione strutturale e approdare a un cambiamento di contesto, a una vera liberazione interiore che permetta di raggiungere il benessere psicofisico ricercato.
Non è possibile farlo da soli.
La signora che ha bussato alla porta del mio studio, ponendo la domanda sulla paura del tumore o della SLA, è già un passo avanti sulla via della trasformazione.
Non ha tenuto tutto per sé, non ha sperato di poter fare da sola.
La richiesta di aiuto, il desiderio di farsi vedere e ascoltare, sono atti di grande umiltà, il primo segno per ritrovare, insieme, la via di una vita degna di essere vissuta.
Con paure legittime, normali, non patologiche, non invalidanti.
Psicologo Psicoanalista Dott.Davide D’Alessandro