“Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri” (Cit. C.G.Jung)”

A chi non e’ mai capitato di avere reazioni sproporzionate rispetto alla situazione scatenante?. A volte basta assistere ad una scena in cui non siamo neppure coinvolti direttamente, per sentire una forte attivazione emotiva interna.

Accompagnando le Coppie nel loro Percorso di cambiamento, diviene indispensabile scoprire quali siano le aree sensibili di ciascuna Patner, poiché rappresentano i punti criticitoccati nei quali la sofferenza emerge. Scoprirli non e’ tuttavia sufficiente; spesso le Coppie sanno più o meno chiaramente cosa li tocca, ma attribuiscono al Partner la responsabilità dell’impatto doloroso. Tutto sembra giocarsi sul piano del presente, ma così non e’. Del resto, non e’ consueto soffermarsi   come invece sarebbe utile, ad ascoltare cosa comunica il CORPO in quei momenti.
Quanto il passato influisce ed interferisce sul presente?.
Un’ infanzia traumatica o trascurata attiva molti punti di vulnerabilità e la loro sensibilità e’ grande, per cui può bastare un piccolo stimolo a produrre forte sofferenza emotiva.
Spesso, di conseguenza, la vera scoperta delle Coppie non e’ lo stimolo del presente, che conoscono benissimo accusandosi a vicenda di provocarlo, bensì la nuova consapevolezza riguarda eventi dolorosi del passato riattivati nella relazione di coppia.

IL Caso di Cristina e Mauro:
Arrivano al primo incontro, esauriti e stanchi. Due Persone miti e tranquille, moderatamente soddisfatte del proprio lavoro e che nei primi anni di relazione si sono aiutati moltissimo, donandosi reciprocamente ciocche nella rispettiva infanzia era mancato. Lei lo ascoltava e sosteneva, lui era stato poco visto e giudicato. Lui le dava grande importanza ed il suo bisogno di vicinanza la rassicurava, mentre la madre le aveva tenuto nascoste tante verità sul padre inesistente, lasciandole una permanente sensazione di lontananza. Dopo il matrimonio, lei sente il bisogno di un figlio; lui non si sente pronto credendo di non poter Essere un buon genitore. Lui sa di aver bisogno di una relazione molto stretta con la moglie. La situazione diviene tesa e sul punto di spezzarsi sicché lui decide di assecondare la moglie pur di non perderla.Massimo esprime l’intenzione di andare a lavorare all’ estero proprio quando il figlio viene alla luce mandando in tilt la moglie.
La situazione e’ incancrenita da un paio di anni: lui in uno stato depresso per la lontananza emotiva che si e’ creata nella coppia. Lei soffre e reagisce con irritazione e criticismo severo perché il marito non riesce a stare in casa ed esce quasi tutti i fine settimana per attività di volontariato. Entrambi appaiono molto provati.
Nelle prime sedute sono capaci di individuare cosa cercano: Massimo desidera da tempo la ripresa dell’ intimità oramai perduta. la vicinanza e l’affetto della moglie. Lei riconosce che questo cambiamento renderebbe Lui felice, ma lei è troppo arrabbiata e delusa per come lo ha scoperto nel ruolo di genitore. A lei e’ caduta la stima per lui, vedendolo tanto distante dal figlio, così cupo e triste quando è in casa e positivo quando esce. Lo vorrebbe più presente, propositivo e positivo in famiglia.

Il Percorso prosegue per rintracciare in profondità quali esperienze infantili abbiano prodotto le ferite per cui oggi entrambi soffrono. Alla signora si e’ così aperta una porta: le assenze ed il disimpegno  del marito le fanno rivivere la solitudine di quando era bambina accusa della
non presenza del padre. Il fatto, poi, che lui non le racconti delle sue attività fuori casa. le rinnesca un vissuto ancestrale di ” verità \realta’” nascoste dalla madre. Lui ha compreso il suo bisogno di esclusivo calore ed effetto mancato da sua madre. Sente di aver perso il ruolo di compagno e fatica ad entrare in quello genitoriale.

A fine Percorso sono entrambi stupiti da questo viaggio all’indietro consapevoli ora che le loro reazioni siano condizionate da un reciproco passato di mancanze che cindiziona ancora il presente della Coppia. Riconoscono come il corpo si irrigidiscan con difficoltà a lasciarsi andare ( Lei) o come possa mettere in atto l’evitamento come fuga (Lui).
Insieme apprendono a comunicarsi rispettive paure, bisogni in modo sensibile perché se non si può cambiare il passato. sicuramente si possono interrompere dinamiche relazionali intergenerazionali.

Psicologa Dott.ssa Sara Agostini