Immagina il tuo cervello come un complesso circuito elettrico, regolato da viali, corsi e viuzze più piccole.

  • In un organismo ben funzionante questo “traffico elettrico” è ben organizzato e, in qualche maniera, organico.
    I flussi non si intralciano tra di loro e tutto ha una struttura funzionante. Ad un certo punto però un
    blackout o un cortocircuito può rendere indisponibile un “Viale”, rendendo obbligatorio seguire altri
    percorsi, che inevitabilmente intralceranno il traffico o comunque lo affaticheranno, come un incrocio di
    una qualsiasi città dove i semafori vanno in tilt da un momento all’altro.
  • Ora, è questo un caso molto normale nella vita di una persona: questo cortocircuito può essere una metafora per parlare di ansia,attacchi di panico, o di una fobia.

Se torniamo al traffico condensato, il vigile, così come i passanti, sanno benissimo che il problema è il
semaforo, ma il fatto di saperlo non aiuterà a rendere il traffico più agevole.
Così come la persona con una fobia specifica, può comprendere la natura di alcuni funzionamenti del
proprio cervello (come il discorso del cortocircuito), ma il saperlo non aiuterò a superare il problema.
Ecco: l’ipnosi è come l’elettricista che sistema il guasto, in modo che il tutto possa tornare a scorrere in
modo armonico e funzionale!
Questo esempio può essere applicato alla paure e fobie (spesso sappiamo che la cosa che ci fa paura non
può farci alcun male realmente, ma questo non placa comunque la nostra paura), ansie e depressioni e,
anche, dipendenze e limiti personali.

© Copyright DOTT. IVAN GIACOMEL