Una relazione tossica è una relazione in cui i comportamenti e le dinamiche tra i Patners generano malessere, sofferenza e insicurezza, piuttosto che bilateralità relazionale come base sicura. Non si tratta di una transitoria crisi di coppia o di un litigio occasionale, bensì di un modello relazionale disfunzionale e dannoso che si ripete nel tempo.

All’interno delle relazioni tossiche, entrano in gioco meccanismi psicologici complessi che mantengono il ciclo di abuso e dipendenza. Le dinamiche più comuni includono:
* Manipolazione e controllo: in cui uno cerca di dominare l’altro attraverso l’uso di ricatti emotivi, sensi di colpa, e minacce con l’intenzione di isolare il partner e renderlo dipendente, ergo minando la sua autonomia e l’autostima;
* Svalutazione e critica costante: continua critica non costruttiva verso il partner, sminuendo i suoi successi e le sue qualità. Questo genera inevitabilmente un senso di inadeguatezza ed insicurezza profonda nella vittima, che finisce per percepirsi “non degna di amore e rispetto”;
* Ciclo di abuso: le relazioni tossiche spesso seguono un ciclo prevedibile caratterizzato da:
* Tensione: si accumula nervosismo e ostilità;
* Incidente: l’abuso (fisico, verbale o emotivo/psicologico) di fatto avviene;
* Riconciliazione (o luna di miele): la persona tossica si scusa, promette di cambiare, fa  regali e dimostra affetto per riportare la vittima a sé.
* Calma: segue un periodo di relativa tranquillità prima che il ciclo ricominci immutabile. Un tale meccanismo inganna la vittima, che si aggrappa alla speranza che la fase di “luna di miele” duri per sempre.
* Dinamica del salvatore-vittima: spesso, uno dei Patners si sente responsabile del benessere dell’altro/a e crede di poterlo/a “salvare” o cambiare, tollerando abusi in nome dell’amore. Questo ruolo impedisce ad entrambi di affrontare le proprie problematiche individuali.

L’intervento psicologico diviene, in tal senso, fondamentale per uscire da una relazione tossica e ricostruire la propria vita.

Il supporto di un professionista aiuta a:
* Riconoscere il problema: nella maggioranza dei casi, la vittima non si rende conto di essere in una relazione dannosa. Il primo passo è riconoscere le dinamiche tossiche e accettare che la relazione è dannosa e non cambierà;
* Ricostruire l’autostima: lavorare per recuperare il senso del proprio valore e delle proprie capacità, cruciale per rompere il ciclo della dipendenza e per sentirsi forti a sufficienza per prendere decisioni autonome;
* Stabilire confini sani: Imparare a dire “no” ed a difendere i propri bisogni e spazi;
* Sviluppare un piano di uscita: se la relazione non può essere sanata, lo Psicologo aiuta a creare una strategia per uscirne in modo sicuro e graduale. Questo può includere la ricerca di supporto esterno e l’identificazione delle risorse necessarie per ripartire;
* Elaborare il trauma: affrontare e superare il trauma emotivo subito. Il Percorso di  Counseling psicologico supporta la Persona nel processo di guarigione, aiutandola a gestire tutti i vissuti ad esso correlati: rabbia, dolore e il senso di “fallimento”.

 

Psicologa Dott.ssa Sara Agostini