“Siamo convinti che mollare la presa voglia dire perdere qualcosa di noi, ma non è nel trattenere che ci ritroviamo, è proprio nel lasciare andare. Lasciar andare significa riconoscere cosa ci sta abitando, ascoltare con presenza cosa si muove dentro di noi e poi lasciarlo fluire, qualsiasi cosa sia; presta attenzione: questo non vuol dire dimenticare e neanche far finta che non sia accaduto.
In quell’attimo in cui lasciamo andare qualcosa si apre, uno spazio si fa largo tra un pensiero e l’altro, tra un’emozione e il suo eco. Un senso di respiro a pieni polmoni che porta leggerezza…libertà. Ci accorgiamo cosí che non siamo le nostre paure, nè le ferite e tantomeno quei vuoti da riempire.
Siamo lo spazio che le contiene.
Siamo la coscienza che osserva e accoglie.
Siamo coloro che possono scegliere di andare ad esplorare anziché riempire ancora e ancora.
Questo flusso, questo mollare la presa su noi stessi è un atto d’amore.
Un invito a fidarsi della vita e prima ancora…di noi, a fare spazio per ciò che dá un senso a questo momento, per ciò che ci nutre veramente, per ciò che finalmente ci somiglia.
Da oggi, se vuoi, quando vuoi, puoi chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e…lasciare andare, con dolcezza, con rispetto, con presenza; in questo cogli cosa accade dentro, è lí che trovi ogni risposta”
Smita & Samta
Siamo abituati a trattenere pensieri, emozioni, memorie dolorose. Ma nella psicologia contemporanea sempre più ricerche indicano che lasciare andare, ossia accogliere e poi lasciar fluire ciò che non serve più, è una strategia fondamentale per il benessere emotivo, la resilienza e la libertà interiore.
Il non attaccamento (diffuso anche grazie alla mindfulness), ovvero la capacità di vivere le esperienze senza aggrapparsi né respingerle è associato a maggiore benessere psicologico, minore ansia e depressione, e maggiore flessibilità emotiva. Un ampio studio su studenti universitari ha mostrato come l’incapacità di lasciar andare i pensieri intrusivi predica livelli più alti di ruminazione, ansia e malessere generale; mentre la mindfulness gioca un ruolo di collegamento tra capacità di lasciar andare e benessere (Caswell, 2022).
Accettare ciò che si sente anziché sopprimerlo riduce l’attivazione dell’amigdala, letteralmente le “paure” del cervello, e permette un recupero emotivo più rapido (Kober, 2020); a.nche la consapevolezza delle proprie emozioni e la capacità di saperle gestire nei contesti specifici può aiutare a lasciar andare e risalire da una situazione emotivamente complicata
Accogliere ciò che arriva e si presenta e lasciar andare ciò che è passato o si sta concludendo, senza trascinarlo è una forma di autoregolazione che porta a un maggiore sviluppo psicologico e resilienza.
Lasciar andare non significa trattenere, infatti la soppressione emozionale, ovvero trattenere consapevolmente le emozioni negative, è legata a tensioni muscolari, aumento della pressione sanguigna, infiammazione e minore efficienza del sistema immunitario (TheFullCircle, 2025). Al contrario, lasciar andare consapevolmente riduce lo stress corporeo e mentale. Lasciare andare aiuta a coltivare la flessibilità psicologica, ovvero la capacità di restare presenti, accogliere i propri vissuti e agire coerentemente con i propri valori anche in situazioni difficili. È una delle chiavi della terapia ACT (Acceptance and Commitment Therapy) (Resnick, 2024)
Ma cosa significa nel pratico lasciar andare e come è possibile farlo?!
Ti lascio alcuni semplici suggerimenti in cui puoi iniziare ad aprirti a questa attitudine
Pratiche concrete suggerite
1) Riconoscere le emozioni: osserva l’emozione e pronuncia un’etichetta: “Sto provando rabbia”, “Sento ansia”, “Questa tristezza”. Anche verbalizzarla durante un dialogo riduce la reazione automatica del cervello.
2) Pratica di Mindfulness: pratica breve di 5 minuti focalizzata sul respiro e sull’accogliere sensazioni fisiche ed emotive senza modificare nulla.
3) Scrittura intuitiva: annota ciò che senti o ricordi, osservando quando emergono emozioni, senza giudizio, e concludi con una frase di rilascio (es. “Lascia andare”).
4) Revisione di obiettivi personali: quando senti che qualcosa pesa o non serve più, chiediti: “Posso lasciarlo andare? Qualcosa di nuovo posso aprire?” “Cosa mi tiene ferma/o qui?” ; a volte anche solo porre la domanda lascia lo spazio ad una risposta intuitiva, senza necessariamente che la mente rimugini costantemente su quella domanda.
Lasciare andare non è un segno di debolezza, ma un atto di presenza consapevole, rispetto di sé e apertura al cambiamento. È uno spazio interiore che si apre tra il pensiero e la reazione, tra il ricordo e l’emozione — uno spazio di respiro, armonia, libertà.
Psicologa Dott.ssa Sara Moccia
- Caswell, J.R., Duggirala, A.N., & Verhaeghen, P. (2022). Letting Go as an Aspect of Rumination and Its Relationship to Mindfulness, Dysphoria, Anxiety, and Eudemonic Well‑Being. Behavioral Sciences, 12(10), 369
- Liao, H. & Bluck, S. (2018). The Art of Letting Go: Self‑Regulation Promotes Growth from Challenging Life Events. Innov Aging.
- Hölzel et al. (2011) e Creswell & Lindsay (2014). Studi su accettazione consapevole e riduzione dell’attivazione dell’amigdala 🇳 Cfr. PMC Let it be: mindful acceptance
- Sahdra et al. (2016) e meta‑analisi di Ho et al. (2022). Nonattachment as mediator of mindfulness effects