Emozioni e cambiamenti che segnano l’inizio di una nuova storia
Due linee. Una parola.
E, spesso, un mondo intero che cambia.
Un test di gravidanza positivo può portare con sé emozioni intense e contrastanti: gioia, stupore, paura, entusiasmo, confusione, senso di responsabilità. Pensieri che si accavallano rapidamente, domande infinite, nuovi scenari che iniziano a occupare la mente e la quotidianità della coppia.
“E adesso che si fa?”
È una domanda naturale per i futuri genitori, soprattutto quando si affronta per la prima volta l’esperienza della gravidanza.
In questi momenti è facile sentirsi sommersi dai consigli di parenti, amici e conoscenti: raccomandazioni, racconti personali, “perle di saggezza” richieste e non richieste. Eppure, ogni coppia vive questa esperienza in modo unico e costruisce il proprio significato della genitorialità attraverso la propria storia, le proprie emozioni e il proprio modo di stare insieme.
La gravidanza, infatti, non rappresenta soltanto un cambiamento fisico: è una trasformazione profonda che coinvolge identità, relazioni, aspettative e vissuti interiori.
Le prime emozioni: tutto è normale
Quando si scopre di essere incinta, ci si aspetta spesso di provare felicità immediata e costante.
“Mamma mia, che fortuna!”
“È il periodo più bello della vita.”
“Ti sentirai completa.”
Frasi che molte donne si sentono ripetere continuamente, magari proprio mentre cercano di arrivare a fine giornata combattendo nausea, stanchezza, insonnia o sbalzi emotivi.
La verità è che la felicità perenne in gravidanza è un mito.
È assolutamente normale che alla gioia si alternino paura, tristezza, ansia, senso di inadeguatezza o confusione. E questo vale anche quando la gravidanza è desiderata e cercata.
L’ambivalenza — cioè la presenza contemporanea di emozioni diverse e persino opposte — non è il segnale che qualcosa non va. Al contrario, spesso indica che sta accadendo qualcosa di profondamente significativo.
Come sottolinea lo psicoanalista Daniel Stern, con la gravidanza non nasce soltanto un bambino: nascono anche una madre, un padre e una nuova identità di coppia.
Diventare madre (prima ancora di esserlo)
La gravidanza è un processo complesso, durante il quale la donna si confronta con trasformazioni fisiche, psicologiche e relazionali profonde.
In realtà, il ruolo materno non inizia al momento del parto.
Comincia molto prima: nell’attesa, nel desiderio di avere un figlio, nei pensieri e nelle fantasie che accompagnano il progetto di una famiglia.
Fin dai primi momenti emergono aspettative sul bambino, immagini di sé come madre, ricordi della propria infanzia e del rapporto avuto con le proprie figure genitoriali.
In un certo senso, il bambino inizia a esistere prima nella mente che nella realtà.
Queste rappresentazioni interiori hanno un ruolo importante, perché preparano il terreno alla relazione futura con il bambino. Come evidenziato da John Bowlby, le esperienze relazionali vissute dalla madre influenzano profondamente il modo in cui si prenderà cura del proprio figlio e il tipo di legame affettivo che si costruirà.
Le ricerche mostrano infatti che il modo in cui una persona è stata accudita durante l’infanzia può riflettersi, almeno in parte, nel modo in cui si prenderà cura del proprio bambino.
E i papà?
Anche se spesso vengono messi in secondo piano, i futuri papà vivono trasformazioni emotive importanti.
Molti uomini raccontano di sentirsi spaesati, preoccupati, impreparati o ansiosi rispetto alle nuove responsabilità familiari. Alcuni faticano a sentirsi coinvolti fin da subito, altri temono di non essere all’altezza del nuovo ruolo.
Ed è normale anche questo.
La presenza emotiva del partner durante la gravidanza ha un impatto significativo sul benessere della donna e sulla qualità della relazione di coppia. Sentirsi sostenuti e ascoltati favorisce una transizione più serena verso la genitorialità e contribuisce alla costruzione di un legame più positivo con il bambino.
Cari papà: non siete spettatori della gravidanza.
Siete parte attiva della costruzione della nuova famiglia.
La coppia: un cambiamento condiviso
La gravidanza riguarda il corpo della donna, ma coinvolge profondamente l’intera coppia.
Non sempre i partner vivono questo cambiamento nello stesso modo o con gli stessi tempi emotivi. Può accadere che uno si senta immediatamente coinvolto mentre l’altro appaia distante; che uno sia entusiasta e l’altro spaventato.
Anche questo è normale.
Ciò che può fare davvero la differenza è creare uno spazio di dialogo autentico: parlare apertamente delle proprie emozioni, senza dare per scontato ciò che l’altro prova, cercando di comprendere e rispettare vissuti anche molto diversi dai propri.
La relazione di coppia rappresenta il primo ambiente emotivo in cui il bambino verrà accolto.
Prendersene cura significa iniziare, già da ora, a prendersi cura anche della famiglia che sta nascendo.
Cosa può essere utile fare davvero?
In un momento così delicato non esiste una lista perfetta di cose da fare, né un modo “giusto” universale di vivere l’attesa.
Esiste, però, il modo giusto per voi.
Datevi tempo per elaborare la notizia della gravidanza. Parlate delle emozioni — anche di quelle difficili o ambivalenti — senza sentirvi sbagliati. Cercate di non inseguire l’idea di genitori perfetti.
Come scriveva Donald Winnicott, ai bambini non servono genitori perfetti, ma “sufficientemente buoni”.
E quando ansie intense, difficoltà relazionali o vissuti di forte incertezza diventano troppo pesanti da gestire, confrontarsi con un professionista può essere un importante gesto di cura verso sé stessi, la coppia e la famiglia che sta prendendo forma.
Per approfondire
- Le transizioni alla genitorialità: Come un figlio cambia la coppia — Belsky, J., & Kelly, J. (1994).
- Attaccamento e perdita. Vol. 1: L’attaccamento — Bowlby, J. (1969).
- Guzzo, K. B., & Hayford, S. R. (2020). Pathways to parenthood in social and family context: A decade in review. Journal of Marriage and Family, 82(1), 117–144.
- Little, K. E., & Sockol, L. E. (2020). Romantic relationship satisfaction and parent-infant bonding during the transition to parenthood: An attachment-based perspective. Frontiers in Psychology, 11, 2068.
- Mack, J. T., et al. (2023). Changes in relationship satisfaction in the transition to parenthood among fathers. PLOS ONE, 18(8), e0289049.
- Pinto, T. M., Míguez, M. C., & Figueiredo, B. (2023). Couple’s relationship during the transition to parenthood and toddler’s emotional and behavioral problems. International Journal of Environmental Research and Public Health, 20(1), 882.
- La costellazione materna — Stern, D. N. (1995).
- Sviluppo affettivo e ambiente — Winnicott, D. W. (2002).
Psicologa Dott.ssa Erica Calogera Avanzato
Psicologa Clinica e Perinatale