Spesso sentiamo parlare dell’epoca in cui viviamo come di un periodo ampiamente dominato da insicurezze e ansie. Queste definizioni, in alcuni casi, amplificano la realtà dei fatti: se è vero che gli ultimi anni sono stati interessati da grandi cambiamenti e profonde incertezze, è altrettanto probabile che ogni INDIVIDUO dovrebbe essere “attrezzato” per viverli e attraversarli consapevolmente. Eppure, quando pensiamo al nostro futuro, si scatena un meccanismo particolare: facciamo fatica a prendere decisioni. Che riguardino noi stessi o gli altri, l’orizzonte in cui preferiamo muoverci è quello che contempla la stabilità, la continuità, il rimanere nella nostra zona di comfort, anche quando questa non è più così… comoda.

Tempi incerti richiedono coraggio, ma la paura di scegliere rientra tra le forme di paura più subdole e meno visibili. Questo tipo di timore, a seconda delle sue manifestazioni, può portare a comportamenti che limitano la libertà di azione personale ed interpersonale, reprimendo l’esperire come mezzo essenziale di crescita e costruzione Identitaria

Nel corso della mia esperienza Professionale sono giunta alla convinzione che una tale paura bloccante possa avere diverse varianti:

  1. la delega: alcune Persone, di fronte alla responsabilità di una decisione, entrano in crisi e la delegano a qualcun altro perché non vogliono assumersene il peso;
  2. la procrastinazione: altre, non sentendosi all’altezza, posticipano continuamente la scelta per paura di sbagliare, ciò che sottende un pensiero del tipo: vorrei ma..,,non posso!” oppure “ forse è sbagliato…e se sbaglio sono un fallimento”;
  3. l’anticipazione catastrofica: ci sono poi Individui che non riescono a decidere poiché anticipano mentalmente, spesso “fantasticando”, tutti i possibili effetti negativi della loro scelta, restando così paralizzati nell’indecisione;
  4. il dilemma tra opzioni equivalenti: un’altra categoria è quella di chi, si trova di fronte a due alternative e non riesce a scegliere tra l’una e l’altra, restando bloccato fino all’inevitabile fallimento con conseguente rafforzamento dell’errore di autovalutazione di non essere in grado;
  5. il bisogno di controllo assoluto: infine, ci sono coloro che non riescono a decidere perché vogliono avere il controllo totale su ogni conseguenza della scelta. Però, se è difficile controllare il presente, è praticamente impossibile controllare il futuro. Piuttosto è tale illusione di controllo che controlla limitandola la loro Vita.

La paura di prendere decisioni non riguarda solo le Persone con particolare disagio psicologico ma un pò tutti noi, sebbene con diversi gradi di intensità: si può avere una lieve insicurezza che genera disagio ogni volta che si deve decidere; una paura moderata che ostacola la capacità di scelta o, nei casi più gravi, una paura paralizzante che ci rende del tutto incapaci di prendere decisioni.

Mi sono altresì chiesta perché attualmente ci mostriamo più insicuri e timorosi? A mio avviso, la risposta a questa domanda risiede nel fatto che siamo nati e cresciuti nella Società del benessere, che è strutturalmente orientata al miglioramento della qualità di vita. Il principale nemico della società del benessere, infatti, sembrerebbe essere il dolore.

Di conseguenza, qualsiasi esperienza che genera ansia, angoscia o paura spesso viene evitata.

Quando poi arriva il momento di fare una scelta, se abbiamo paura di sbagliare, andiamo in crisi. Spesso, nel tentativo di non commettere errori, rimandiamo la decisione all’infinito, fino a trovarci a prendere la decisione giusta nel momento sbagliato, rendendola quindi fallimentare.

Già il filosofo Schopenhauer spiegava bene come ogni risoluzione genera una crisi per ciò che non è stato scelto. Inoltre, Leon Festinger, psicologo statunitense che ha formulato la teoria della dissonanza cognitiva, ha dimostrato che ogni decisione porta inevitabilmente a un conflitto interiore tra l’opzione scelta e quella scartata. Tuttavia, sosteneva anche che possediamo gli strumenti per ridurre questa sofferenza e per affrontare le inevitabili conseguenze delle decisioni prese.

Quello che scatta nella psiche umana mente è probabilmente meccanismo di autoinganno che valorizza la scelta fatta a discapito delle alternative scartate.

Un esempio riguarda l’acquisto di un’auto. Supponiamo di voler comprare un’auto di lusso: veloce, bella, prestigiosa. Poi, però, capita spesso di dover fare i conti con le nostre finanze e ci accorgiamo di non potercela permettere. A quel punto, scendiamo a compromessi, fino a scegliere un modello più economico.

Una volta effettuato l’acquisto, nella nostra mente si attiva un meccanismo di autoinganno protettivo. La prima reazione sarà quella di cercare tutte le informazioni che ci confermano di aver fatto la scelta giusta ed evitare quelle che suggeriscono il contrario: è costata meno, i pezzi di ricambio si trovano ovunque, consuma poco, è versatile, e così via.

Tutto ciò ci porta a una riflessione importante: il rischio di compiere una scelta e di prendere una decisione può spaventare, ma una volta effettuata, il nostro organismo è attrezzato per ridurre la sofferenza. Anzi, il più delle volte ci porta addirittura a compiacerci della decisione compiuta, anche quando potrebbe essere quella “sbagliata”. Queste forme di autoinganno ci accompagnano continuamente”. Infatti, non rischiamo ergo scegliamo per paura, invece che per reale convinzione.

Indubbiamente, la paura di assumersi il rischio di cambiare è una caratteristica intrinseca dell’essere umano. Ogni volta che vogliamo produrre un cambiamento, scatta una resistenza: più il cambiamento è grande, più forte è la riluttanza per timore degli effetti che immaginiamo che potrebbero conseguirne.

Il rischio che corriamo non scegliendo, tuttavia, è un continuo auto-sabotaggio. Uscire da queste “trappole” mentali non è qualcosa che si può delegare:

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza non è un atto, è un’abitudine

Cit.Aristotele

Interventi brevi ed Individualizzati di potenziamento dell’ Empawerment Personale possono, per mezzo del Counseling Psicologico ad Orientamento Cognitivo- Comportamentale, disinnescare il blocco e migliorare significativamente la qualità della TUA ESISTENZA!

 

Psicologa Dott.ssa Sara Agostini